Liturgia e Chiesa

 

 Andrej RublëvLA LITURGIA INTRODUCE IN  UNA ESPERIENZA RELIGIOSA VISSUTA NELLA FEDE E NELLA COMUNIONE ECCLESIALE

Decalogo per intervenire: 
1. Prima di scrivere un commento leggi con attenzione il post.

2. Il tuo commento non si sposti dall’argomento del post.

3. Scrivi con sincerità, completezza e chiarezza la tua opinione.

4. Non dilungarti in dismisura nei commenti.

5. Controbatti le opinioni degli altri con argomenti.

6. Non insultare, giudicare o umiliare chi non la pensa come te.

7. Non cercare di svelare il nickname degli altri.

8. Non adoperare parole volgari.

9. Non pretendere di avere l’ultima parola nel dibattito.

10. Chi non indica la email non ha diritto di prendere la parola.

Thursday 26 july 2012 4 26 /07 /Lug /2012 05:00
Ambone Laterano

di Aurelio Porfiri

 

Penso che una delle perdite più grandi successive alla riforma liturgica sia stata la incomprensione delle possibilità che sono offerte dal salmo responsoriale. Esso, prendendo il posto del graduale, unico verso salmodico che nel canto gregoriano veniva declamato su melodie elaborate come libera espressione del canto più puro, voleva recuperare una pratica antica, quella del canto del solista con risposta dell’assemblea. Io penso che esso offriva (ed offre) un’occasione d’oro per i compositori, per elaborare nuove composizioni che, esaltando le parole ispirate dei salmi potessero commuovere ed esaltare gli ascoltatori. Invece, nei casi migliori, il salmo responsoriale viene spesso declamato su toni recitativi che lo rendono spesso monotono. Conosco una parrocchia dove ogni domenica il salmo veniva (viene?) declamato sulla stessa identica formula di recita, quale che sia il testo e lo spirito del salmo stesso. Ma, come detto, questi sono i casi migliori: in altri casi, non infrequenti purtroppo, esso viene semplicemente letto, tradendo così la natura stessa di questo momento rituale. Ci sono casi di compositori che si sono dedicati a questa forma con più attenzione: negli Stati Uniti ci sono le raccolte della casa editrice GIA, con serie complete di salmi responsoriali composti con le sensibilità musicali più varie, a volte anche troppo occhieggianti alla musica pop, ma che almeno dimostrano una attenzione per questo momento rituale. Da noi, purtroppo, i buoni esempi (e ci sono) vengono spesso ignorati grazie alle pratiche di cui sopra che di certo non esaltano questo momento che invece potrebbe offrire occasioni importanti per compositori veramente informati dell’autentico spirito liturgico.

 

Di Romanus - Pubblicato in : Eucaristia - Community : Riscopriamo la liturgia
Scrivi un commento - Vedi 25 commenti
Torna alla home

Presentazione

Crea un Blog

Cerca

Calendario

July 2014
M T W T F S S
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
<< < > >>

Inserzioni

Concili e Padri

    Decreti Concilii
   

La Chiesa ha sempre avuto il potere di stabilire e modificare nell’amministrazione dei sacramenti, fatta salva la loro sostanza, quegli elementi che ritenesse più utili per chi li riceve o per la venerazione degli stessi sacramenti, a seconda delle diversità delle circostanze, dei tempi e dei luoghi (Concilio di Trento, Ses. XXI, cap. II)

La liturgia consta di una parte immutabile, perché di istituzione divina, e di parti suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o anche devono variare, qualora in esse si fossero insinuati elementi meno rispondenti all’intima natura della stesa liturgia, o si fossero resi meno opportuni (Concilio Vaticano II, Costituzione Sacrosanctum Concilium, n. 21)

 

 

     
 

        Paolo VI

PAOLO VI NEL CONCISTORO DEL 24.05.1976:

 

“[…] Si osa affermare che il Concilio Vaticano II non è vincolante; che la fede sarebbe in pericolo altresì a motivo delle riforme e degli orientamenti post-conciliari, che si ha il dovere di disobbedire per conservare certe tradizioni. Quali tradizioni? È questo gruppo, e non il Papa, non il Collegio Episcopale, non il Concilio Ecumenico, a stabilire quali, fra le innumerevoli tradizioni debbono essere considerate come norma di fede! Come vedete, venerati Fratelli nostri, tale atteggiamento si erge a giudice di quella volontà divina, che ha posto Pietro e i Suoi Successori legittimi a Capo della Chiesa per confermare i fratelli nella fede, e per pascere il gregge universale, che lo ha stabilito garante e custode del deposito della Fede.

 

E ciò è tanto più grave, in particolare, quando si introduce la divisione, proprio la dove congregavit nos in unum Christi amor, nella Liturgia e nel Sacrificio Eucaristico, rifiutando l’ossequio alle norme definite in campo liturgico. È nel nome della Tradizione che noi domandiamo a tutti i nostri figli, a tutte le comunità cattoliche, di celebrare, in dignità e fervore la Liturgia rinnovata. L’adozione del nuovo “ Ordo Missae ” non è lasciata certo all’arbitrio dei sacerdoti o dei fedeli: e l’Istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto la celebrazione della Messa nell’antica forma, con l’autorizzazione dell’Ordinario, solo per sacerdoti anziani o infermi, che offrono il Divin Sacrificio sine populo. Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino [...]"

 

 

 

Benedetto XVI

“...Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell’Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e profondità della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote, mentre la gente pregava con propri libri di preghiera, i quali erano fatti secondo il cuore della gente, così che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole più emozionali, più vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due liturgie parallele: il sacerdote con i chierichetti, che celebrava la Messa secondo il Messale, ed i laici, che pregavano, nella Messa, con i loro libri di preghiera, insieme, sapendo sostanzialmente che cosa si realizzava sull’altare. Ma ora era stata riscoperta proprio la bellezza, la profondità, la ricchezza storica, umana, spirituale del Messale e la necessità che non solo un rappresentante del popolo, un piccolo chierichetto, dicesse “Et cum spiritu tuo” eccetera, ma che fosse realmente un dialogo tra sacerdote e popolo, che realmente la liturgia dell’altare e la liturgia del popolo fosse un’unica liturgia, una partecipazione attiva, che le ricchezze arrivassero al popolo; e così si è riscoperta, rinnovata la liturgia...” (Benedetto XVI, Discorso ai Sacerdoti romani 14 febbraio 2013)

 

 

 

 

 

 

 

Eventi e libri

 

 

 

Teologia liturgica

 

Primo volume di una nuova collana (“Sapientia ineffabilis”)

diretta da Manlio Sodi

 

 

 

 

 

Missale Monasticum

 

 

 

 

 

 

 

Libro Lameri

 

 

A cinquant’anni dalla promulgazione della Costituzione liturgica del Concilio Vaticano II, questo volume del Prof. Angelo Lameri si prefigge di offrire un contributo alla serena ermeneutica della Sacrosanctum Concilium. Un testo infatti si può comprendere meglio alla luce della storia della sua redazione. Oggi, grazie alla possibilità offerta dall’Archivio Segreto Vaticano, la documentazione riguardante la fase preparatoria della Costituzione liturgica conciliare è accessibile agli studiosi. Si tratta di un materiale abbondante e ricco.

   

 

 

 

 

  Trilogia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 
 

Riviste

            RL-2014-2.jpg         

 

          Porfiri.jpg    

Crea un blog gratis su over-blog.com - Contatti - C.G.U. - Remunerazione in diritti d'autore - Segnala abusi - Articoli più commentati