Segui questo blog
Administration Create my blog
6 agosto 2012 1 06 /08 /agosto /2012 04:00

Trinita-dei-Pellegrini-2.jpg

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Venerdì 3 agosto 2012, ore 18.35, parrocchia Ss.ma Trinità dei Pellegrini di Roma, adibita alla forma straordinaria del rito romano: nell’altare maggiore è cominciata da pochi minuti la messa: quattro fedeli la seguono inginocchiati nei primi banchi, ciascuno in un banco diverso. Al tempo stesso, in un altare a sinistra della navata, un sacerdote celebra la messa seguita da due fedeli inginocchiati vicini all’altare e da una signora che nell’altra parte della navata, è seduta col volto rivolto verso questo altare. Nell’ultimo banco, a sinistra, vicino alla porta, quattro turisti seduti contemplano e commentano… Non è una bella immagine di ciò che è l’Eucaristia.

 

V. S.

 

Condividi post

Published by Romanus - in Eucaristia
scrivi un commento

commenti

Angelo 06/08/2012

Caro p. Augé, se ha piacere Le mando dozzine di foto di Vespri more antiquo cantati recentemente dalle nostre parti: vedrà chiese piene e, se si possono mandare anche i video, potrà godere di
sentire chiese intere che cantano le melodie tradizionali. Al tempo stesso potrei mandarle dozzine di foto e video di Vespri e Messe NO in cui si vede e si sente di tutto, o meglio di niente.
Mandare
una foto presa durante una Messa bassa in agosto a Roma per indurre giudizi negativi sul rito antico mi sembra - mi permetta - un gioco poco corretto. Sarebbe come se io le mandassi foto prese in
una qualsiasi chiesa di Milano in q. giorni - ugualmente vuota - per lanciare il messaggio che il NO fa pena.
Quantomeno qui si vede una chiesa bella: vuole che gliene mandi una presa nei terrificanti hangar moderni della periferia di Milano?
Mi scusi, ma se siamo ridotti a questi mezzucci, ebbé, vuol dire che siamo proprio messi male!!!!

Giovanni Pierluigi 06/08/2012

Credo che la critica di p. Augè sia in parte condivisibile: neanche a me piace particolarmente che nella stessa chiesa si celebrino due messe contemporaneamente (anche se mi è parso di capire che
una stesse finendo e l'altra incominciando). Certo che fa sorridere un tale "abuso" se si pensa alla liturgia celebrata nella maggior parte delle parrocchie italiane e del mondo cattolico.

Angelo 06/08/2012

Sono cmq anch'io d'accordo nel censurare la celebrazione in contemporanea di più Messe, una delle cose che giustamente sono state eliminate dopo il Concilio.

M. Augé 06/08/2012

Il “fotografo” che ha inviato questi dati, afferma che nei giorni feriali non è infrequente la celebrazione contemporanea di due Messe (nei due altari segnalati). Per quanto lui ha potuto
osservare, la Messa dell’altare laterale inizia pochi minuti prima di quella dell’altare maggiore. E’ significativo che ciò accada nella parrocchia adibita ufficialmente alla forma straordinaria
del rito romano.

Angelo 06/08/2012

Se fanno così, fanno male!

LN 06/08/2012

@ Angelo: se le rubriche lo permettono (e mi pare sia così) non fanno nulla di "male". Fanno però una cosa quantomeno discutibile in ottica post-conciliare.

Ieri ho assistito ad un matrimonio. Il celebrante non era del posto. In sacrestia diceva qualcosa tipo "niente stola, è inutile e fa caldo"; omelia interminabile infarcita di battute e
simpaticherie varie, conclusa da invito ai genitori, fortunatamente non accolto, a dire due parole; Padre nostro cantato tenendosi tutti per mano, col prete che va a mettersi tra gli sposi (molti
usano far salire gli sposi all'altare, in questo caso non era possibile perché l'altare è quello antico, con dossale); Comunione amministrata non AGLI sposi, ma DAGLI sposi, nel senso che ciascuno
dei due ha preso l'ostia (o era addirittura metà dell'ostia magna?) dalla patena e ha "imboccato" l'altro; stessa cosa per il calice, ognuno dei novelli coniugi ha dato da bere all'altro. Alla
fine, il prete ha fatto salire i genitori degli sposi nel presbiterio per pronunciare tutti assieme la benedizione solenne.

Ora, questo festival delle assurdità è ben più grave delle due Messe in SS.ma Trinità, ma c'è una grossa differenza: a SS.ma Trinità, la "stranezza" è legittima, e dimostra perciò i limiti del rito
antico; nel matrimonio che ho descritto, si è trattato di abusi, non imputabili alle rubriche del rito paolino. Certo, rimangono due domande: 1) perché gli abusi continuano senza che nessuno se ne
scandalizzi, e 2) perché a SS.ma Trinità c'è bisogno di due messe feriali in contemporanea...

A margine di tutto questo, aggiungo un dubbio mio, e cioè: perché il rito antico vieta categoricamente la concelebrazione?

Angelo 06/08/2012

Caro LN, in effetti non varrebbe nemmeno la pena di rispondere a chi indica la pagliuzza nell'occhio altrui mentre ha una trave nei propri...

Annibale 06/08/2012

ma che trave e trave... Dice bene LN che il rito odierno del matrimonio non contempla gli abusi segnalati.

Quanto alle 2 messe in contemporanea: quando la chiesa citata recepirà la teologia della celebrazione eucaristica esposta nel Catechismo della Chiesa Cattolica, le cose cambieranno...

Angelo 06/08/2012

Annibale vuole farci credere che negli ultimi 40 anni un enorme numero di preti sia casualmente impazzito e abbia cominciato a celebrare in modo strano. Non c'entra nulla l'insegnamento che gli è
stato impartito nei seminari, ciò che si è scritto nelle riviste, le direttive della CEI ecc. No, è tutto accaduto per caso. Non c'è quindi alcun problema. Il caso segnalato da LN è un caso
isolato, niente di cui preoccuparsi, tutto va bene. Infatti si vede!!!

Annibale 06/08/2012

Non voglio far credere nulla, tanto meno agli increduli...
E' oggettivo che il rito del matrimonio non contempla gli abusi segnalati.

Angelo 06/08/2012

O Annibale, ho capito che il libro non contempla. Dunque come si spiega ciò che accade non in una ma in cento e cento parrocchie? Qualcuno saprà svelare l'arcano mistero?

Sara 07/08/2012

Magari perchè son cose che accadono soprattutto nelle parrocchie che visitate voi.
L'anno scorso messainlatino avrà fatto 10 post sul congresso eucaristico di Ancona madre secondo loro di tutti gli abusi. Hanno tempestato di proteste la CEI.
Basta un fedele con il piede destro di due millimetri più spostato del sinistro e voilà l'abuso.
Il bello è che mandano lettere a tutti vescovi d'Italia per denunciare gli "orrori conciliari", avranno la casella postale piena poveretti.

http://blog.messainlatino.it/2012/05/prime-comunioni-modena-tra-farsa-e_23.html

http://blog.messainlatino.it/2011/09/perche-la-liturgia-di-benedetto-xvi-non.html

LN 07/08/2012

Non ho capito Sara, secondo lei le amenità descritte nel secondo link che ha fornito (deformazione di tutte le parti della Messa del Giovedì Santo) non sono abusi, ma solo "il piede destro un po'
più in là"?

Padre Augé, secondo lei va tutto bene nel'episodio descritto nel secondo link postato nel commento n. 12? Il prete che dice ai fedeli di stare seduti per tutta la durata delle celebrazione perché
"Gesù stava basso", prefazio "commentato", Canone romano ignorato (nonostante le rubriche lo richiedano per il Giovedì Santo), preghiere dei fedeli improvvisate sul momento, comunicandi che
intingono l'ostia nel calice, etc.

Annibale, lei scriveva che le cose che ho descritto nel commento 6 sono abusi non contemplati dai libri liturgici. Ora, le cose che si trovano nel link sulle prime comunioni a Modena sono ben più
macroscopiche e gravi: anche lei, come Sara, ritiene che sia una esagerazione condannare quelle assurdità?

LN 07/08/2012

Errata: nel commento 13 ho scritto due volte "secondo link", ma mi riferivo al primo, quello sulle prime comunioni.

Sara 07/08/2012

E secondo lei monsignor Crociata cosa dovrebbe pensare di messaggi di protesta contro la messa inaugurale del congresso eucaristico?
Se nemmeno il Legato Pontificio Cardinale Giovanni Battista Re è garanzia di cattolicità e ortodossia..

LN 07/08/2012

Infatti non ho parlato del link su Ancona (dove pure qualche stranezza c'è), anche perché non è mia abitudine usare questo blog per lagnarmi di quel che non mi garba su messainlatino. Lei ha
presentato l'articolo in cui si denunciano le gravi storture liturgiche accadute a Modena come esempio di "piede destro due millimetri più spostato", perdipiù dopo aver detto che gli abusi si
vedono "solo nelle parrocchie che visitate voi". Qui ce ne ha presentata una carrellata colossale, che ovviamente chiunque intenda difendere il Messale di Paolo VI non può non condannare con
decisione.

Sara 07/08/2012

Se ci sono state stranezze anche ad Ancona caro LN immagino cosa direste se vi trovaste per caso nella nostra parrocchia. Minimo minimo il fumo di Satana.

LN 07/08/2012

@17: "Voi" chi? Poi, se permette, ricorrere ai ministri straordinari dell'Eucaristia quando ci sono quelli consacrati è una stranezza. Per il resto, il post di mil lamenta non abusi, ma prassi poco
"ratzingeriane", che però non sono un obbligo, e difatti, ripeto, quell'articolo non l'ho preso in considerazione, perché inutilmente polemico.
Avevo preso in considerazione solo Modena, su cui però, stranamente, preferisce ora glissare, continuando a sviare su Ancona. Se ne deve dedurre che effettivamente secondo il suo pensiero il prete
modenese ha agito correttamente.

M. Augé 07/08/2012

Ogni abuso in questo blog è stato sempre disapprovato. Generalmente, però, non sono andato oltre approfittando per criticare il rito in sé. Sono convinto che molti abusi si devono non tanto al rito
quanto alla mentalità soggettivistica in cui viviamo per cui ciascuno si crede padrone della celebrazione... Anche in questo post, non me la sono presa col VO...

Sara 07/08/2012

Prassi poco ratzingeriane, sa quante ne hanno dette per una messa poco "ratzingeriana".
Non è soggettivismo dire ratzingeriana? Se non è ratzingeriana non è valida la messa? O la differenza la fanno i candelieri e il latino?
Inondato di messaggi la CEI per una messa poco ratzingeriana.
Visti questi eccessi prenderei con le molle anche la lettera un filo esaltata sulle comunione di Modena.

Angelo 07/08/2012

Caro p. Auge', purtroppo si continua a girare intorno al problema senz andare al nocciolo vero. Il punto e' che si separa la riforma liturgica (i libri) e la sua applicazione (la prassi) come se
due entità completamente distinte, sostenendo che la riforma e' ottima mentre e' la prassi che e' criticabile. Ciò da una parte e' senz'altro vero; ma poiché la cattiva prassi e' un fatto
estremamente diffuso (e non mi riferisco solo agli abusi plateali, ma allo stile celebrativo in generale, allle canzonette idiote, al disastro edilizio ecc.), e' evidente che non siamo di fronte a
casi singoli, ma a modalità di concezione, interpretazione e applicazione della liturgia nuova che sono state condivise e di fatto incoraggiate, quantomeno a livello di mentalita di fondo, nei
seminari ecc. Altrimenti sarebbe inspiegabile la loro diffusione sistematica. Che poi un comune fedele come Sara (benché rappresenti un caso limite di cecità ideologica paragonabile a quello degli
ultras tradizionalisti che odia visceralmente) non percepisca l'anomalia di certe situazioni e' indizio che la pastorale li ha fatti percepire come accettabili.

Giovanni Pierluigi 07/08/2012

Io mi chiedo se è normale, come ho visto a messa la settimana scorsa in una parrocchia diversa dalla mia, che l'altare (un piccolo tavolino) sia stato messo in mezzo alla navata e che il prete
predichi direttamente dall'altare, che era arredato con due miserabili lumini e un microfono. Sembrava un manager d'impresa che spiegava le strategie aziendali al consiglio di amministrazione.
Perché non si è messo in giacca e cravatta, invece della tunichetta bianca stile "nobile semplicità"? I canti erano i soliti quattro frusti e banali che da 50 anni appestano la chiesa e
rappresentano il "nuovo" secondo la Cei.

M. Augé 07/08/2012

Credo che nessuno abbia mai detto che la riforma liturgica sia perfetta e senza macula. Ma, ben celebrata, ha i suoi valori. Quale la causa degli abusi? Ripeto che in gran parte ciò si deve alla
concezione soggettivistica e narcisistica della religiosità, ampiamente diffusa nel nostro tempo. Possiamo aggiungere altre cause, come, ad esempio, l’ignoranza di alcuni sacerdoti, ecc.

Catechista 07/08/2012

Concordo con padre Augè. Infatti, come mai ci sono altrettanti sacerdoti che celebrano senza abusi?
Saluti

Sara 07/08/2012

Magari anche il fatto che sono spesso anziani e si ritrovano da soli a gestire parrocchie dove prima erano in due o in tre, che i laici sono cambiati è cambiata la società e ti trovi bambini di 7
anni che non sanno dire un ave maria o farsi un segno di croce e spesso è come parlare una lingua che gli altri non possono capire.
Del resto se questi anni di discussioni sulla crisi conciliari producono la realtà rappresentata dalla foto in questione (6 fedeli per due messe) la soluzione è ancora lontana da trovare.

Angelo 07/08/2012

Cari p. Augé e Catechista, sono il primo a riconoscere quando ci sono demeriti nel VO e meriti nel NO (cfr. post 3). Certo che la Messa NO "se ben celebrata ha i suoi valori". Dovreste però
mettervi d'accordo su cosa significhi "ben celebrata". Ad esempio, quelli che per me e voi sono gravi errori, per Sara sono al massimo peccati veniali. Bisognerebbe che i supersostenitori della
riforma si mettessero d'accordo su cosa significa ben celebrare, ma ho come il sospetto che non sarebbe affatto facile.
Punto secondo, scusate, ma mi sembra ingiusto cavarsela dicendo che ci sono un sacco di preti ignoranti: mi pare una posizione non accettabile né dal punto di vista storico né da quellam che è la
realtà dell'insegnamento della liturgia nei seminari.
Terzo, mi pare fuor di dubbio che molte storture siano penetrate nella prassi grazie agli spazi di "creatività" inseriti nella liturgia nuova quali cavalli di Troia. Alla fine, se dopo 50 anni
siamo in questa situazione di anarchia liturgica, come si può non riconoscere che la riforma è stata per molti aspetti un fallimento?
Siamo al punto che una Sara, nel suo delirio di ignoranza liturgica, trova che la Messa "ratzingeriana" sia una forma di soggettivismo: p. Augé potrebbe spiegare alla signora che il Papa non fa
altro che celebrare applicando quanto prescritto dal Messale di Paolo VI? E può p. Augé spiegarle che quando parla della mentalità soggettivistica "per cui ciascuno si crede padrone della
celebrazione" fa riferimento proprio a chi come Sara pretende che qualsiasi prassi sia accettabile? Il punto è proprio questo: la signora si presenta come alfiere del Concilio e della liturgia
nuova, ma come oppositrice a chi chiede che la medesima liturgia sia celebrata in modo fedele alla Costituzione conciliare e alle norme del Messale: è perciò evidente che nella coscienza di molti
liturgia nuova vuol dire fare più o meno quel che si vuole. Ora questo non è colpa di Sara, ma di chi ha fatto passare questo concetto nei seminari e nella pastorale.

Giovanni Pierluigi 07/08/2012

Il problema della liturgia nuova è che, essendo il prodotto di un comitato di esperti in un periodo di tempo ristretto in un'epoca estremamente ideologizzata, è percepita da tutti (i critici in
modo consapevole, i favorevoli inconsapevolmente) come qualcosa di non sacro, un prodotto umano come tanti altri. Se il comitato ha potuto stravolgere, cambiare e riscrivere, andando ben al di là
del mandato conciliare, perché adesso il parroco o l'animatore litugico non può fare lo stesso, interpretando creativamente il messale? Se i liturgisti hanno potuto riscrivere le collette di mille
anni fa per adattarle allo spirito del 1970, perché ora non si può fare lo stesso per essere in sintonia con lo spirito della società e della Chiesa italiana del 2012?

Catechista 07/08/2012

Caro Angelo, non dobbiamo metterci d'accordo su niente. C'è un Messale, ci sono delle norme da rispettare, OGMR, Redemptionis Sacramentum, ecc... Chi non rispetta le norme e fa abusi vuol dire che
crede che non c'è niente di male a manipolare la liturgia. Questi abusi si combattono con la formazione e la correzione fraterna, ma non possiamo entrare nella testa di chi li compie e costringerli
a non compierli. E io credo che, a prescindere dal tipo di riforma liturgica, se uno vuole compiere abusi troverà sempre il modo di far prevalere il proprio soggettivismo.
Saluti

Sara 07/08/2012

E' soggettivismo anche far passare per abusi o atti non leciti o non conformi quelli di una messa tenuta da un cardinale come nel caso di Ancona solo perchè non ci piace però.
Anche questo genera confusione, e bisogna accettare che all'interno di un sistema normativamente stabilito ci sia spazio per sensibilità diverse. Le stesse norme prevedono ad esempio la possibilità
di comunicarsi in due modi diversi rispettare le norme significa rispettare la possibilità di scelta.

Annibale 07/08/2012

@ Giovanni Pierluigi commento 27:

1. “Il problema della liturgia nuova è che, essendo il prodotto di un comitato di esperti…”.
Ma questa è una menzogna bella e buona. I libri liturgici riformati portano l’autorizzazione precettiva del Papa, non di un comitato! Basta dire sciocchezze.


2. “Se il comitato ha potuto stravolgere, cambiare e riscrivere, andando ben al di là del mandato conciliare, perché adesso il parroco o l'animatore litugico non può fare lo stesso, interpretando
creativamente il messale?”
Il Messale (e gli altri libri liturgici) è precettivo (autorizzato dalla Sede Apostolica), e non è lasciato alla selvaggia creatività di nessun parroco o animatore. Anche questa è una cosa ribadita
migliaia di volte.

Angelo 07/08/2012

@ Catechista e Annibale: ciò non toglie che il problema degli abusi grandi e piccoli, del soggettivismo, della trascuratezza, delle canzonette insulse ecc. sia un problema grave e oltremodo
diffuso. Se così non fosse, non saremmo certo qui a dibatterne in lungo e in largo. La domanda che vi ripropongo è quindi: come mai?

Angelo 07/08/2012

@ Catechista commento 28: vaglielo a spiegare a Sara! Non è me che devi convincere, ma preti e laici che la pensano come lei.

Giovanni Pierluigi 07/08/2012

Se il messale è precettivo, a maggior ragione dovrebbero esserlo i decreti conciliari. Perché allora non si è conservato il latino, incrementato il gregoriano, tenuto in onore l'organo ecc? Perché
si sono demoliti gli altari e introdotte le danzatrici liturgiche?
Il Novus Ordo non lo ha composto Paolo VI, ma i liturgisti del Consilium. L'autorizzazione papale lo rende esente da critiche?
Cerca di vedere la realtà. La messa nella gran parte delle parrocchie italiane è celebrata o con abitudinaria sciatteria o, quando si vuole essere "impegnati" (come fanno ad esempio i "nuovi
movimenti ecclesiali"), con creatività e abusi.

Salvo 07/08/2012

Padre Auge,

che ci vede di strano in questa foto?

Sono strani e fedeli devoti che seguono in ginocchio o e' strano il sacerdote che prega seguendo le rubriche? O l'arredamento lidurgico degno? O una chiesa che pare tale?


il Padre Auge risponde ad angelo dicendo di non criticare il VO in se' cosi' come attraverso gli abusi non andrebbe criticato il NO... ma QUALI abusi il P. Auge rileva in questa messa? Ovviamente
il P. Auge' non lo dice poiche' non pare ve ne siano, al contrario della carnevalata del matrimonipo descritto (che corrisponde a quanto io stesso ho piu' volte assistito, quindi non e' un
caso).

Ah si dimenticavo... il celebrare due messe in un contesto feriale in parallelo e' una offesa all'eucaristia, questo e' l'""abuso""? Un abusto previsto almeno a partire da Trento nelle rubriche
ufficiali si Santa Madre Chiesa. Ma per favore...

Invece di preoccuparsi del perche' oggi non si offra piu' il divin sacrificio con costanza per defunti, santi etc... ci si scandalizza per l'ovvio.

M. Augé 08/08/2012

@ Salvo, ci sono cose che pur essendo permesse non sono convenienti, dignitose né opportune. D’altra parte, non pretendo convincere chi è solidamente convinto …

Angelo 08/08/2012

Ogni domenica in centinaia di messe NO (per taceredi matrimoni funerali ecc.) si verificano cose che, oltreanon essere convenienti, dignitose ne' opportune, non sono neppure permesse. Eppure
nessuno qui si scandalizza o manda post indignati, anzi c'e chi le difende (vedi Sara). Ripeto: come mai?

Catechista 08/08/2012

Caro Angelo, io non saprei rispondere alla tua domanda, se non con la solita risposta: ci vuole una formazione liturgica migliore. Non credo che le canzonette, la sciatteria e la trascuratezza
siano da imputare alla riforma liturgica.

Caro Salvo, se per te va bene celebrare in una chiesa due Messe contemporaneamente, non va bene per la Chiesa che ritiene che l'Eucaristia sia segno di unità, non di culto privato. E' vero che è
stato fatto così per secoli, ma ormai questa prassi è stata superata e corretta. Le Messe erano validissime, ma se si fa una riforma con tanto di riflessione teologica bisogna adattarsi. E ripeto,
qui si parla di prassi non di dogmi.
Saluti

gaetano De Maio 08/08/2012

Scusa, Catechista, ma che significa per te "messa privata" ?

La Pace. Gaetano

Giovanni Pierluigi 08/08/2012

Mah, Catechista parla di formazione. Ma quando sono i vescovi a demolire gli altari delle cattedrali e a far ballare le danzatrici liturgiche, o a permettere le messe rock e ad incoraggiare le
commissioni liturgiche diocesane creative, la formazione è più deleteria che altro. Prendersela astrattamente con la mancata formazione è una strada comoda per non affrontare i problemi: la
formazione c'è già stata, ed è quella del postconcilio, ed è stata negativa. Occorre ripartire da da ciò che ha veramente detto il Concilio Vat. II nella prima metà degli annni Sessanta e non da
quello che è avvenuto dopo. O meglio, occorre riformare e correggere ciò che è stato fatto dopo e che ha portato al degrado attuale alla luce di ciò che dice la Sacrosanctum Concilium.

Salvo 08/08/2012

Catechista,

va bene anche oggi, secondo le rubriche (in vigore) del rito di S. Pio V.
Invece le carnevalate che si vedono al 99% dei matrimoni sono in vigore? Che rubriche seguono?

Prassi che cumunque viene ancora oggi tenuta spesso nelle grandi basiliche anche per il NO. Io stesso sono stato in S. Pietro in una cappellalaterale e contemporaneamente si teneva messa in altro
altare, entrambe messe NO.

Chiediamoci invece il senso dell'attuale prassi della messa fast food, in cui sullo stesso altare celebri 5 o 6 volte al giorni, una alle 8, una alle 10, una alle 12 poi alle 15.00
E sono tutte messe a beneficio del turista che non ha da perder tempo o del pellegrino frettoloso.

Le messe feriali tridentine non vanno confusse con ala messa solenne o con la messa festiva. Sono celebrazioni o devozionali, o di ringraziamento o pro defunti.
Invece di scandalizzarci per nulla, chiediamoci:

1) Perche' mai il giorno della festa del santo nessuno dice messa al suo altare? Manco un fiore?

2) Perche' non si ordinano piu' messe pre ringraziamento?

3) Perche' non ci si ricorda cosi' spesso dei defunti?

Cerimoniere 10/08/2012

Caro professor Augé,
grazie per aver pubblicato la fotografia che attesta la degenerazione che la liturgia deve subire in questi ultimi anni a causa delle resistenze nostalgiche di una mentalità gretta e stantia, che
ignora le acquisizioni irreversibili maturate a partire dal concilio Vaticano II e che pretende di restaurare il sequestro clericale dell'azione eucaristica. Anche il papa sarà addolorato da questa
conseguenza resa possibile da un suo atto - della quale dunque porta la responsabilità - e che però non faceva parte delle sue intenzioni.
L'immagine presentata nel suo blog attesta la mancanza di formazione dei due preti coinvolti e la trascuratezza con cui i loro superiori - nel caso il cardinal Vallini - permettono un tale abuso.
Per fortuna per trovare immagini di questo genere bisogna andarle a scovare in questi angoli polverosi di una chiesa che provvidenzialmente non c'è più, se non nelle fantasie malate di uomini
disperati e presentuosi.
Caro professore, grazie per questo documento e per l'occasione che offre di verificare la inconsistenza delirante delle ragioni irragionevoli di coloro che osano difendere una tale prassi distorta
e perversa, dimostrando soltanto la loro estraneità al buon senso e alla chiesa.

don Bruno 21/08/2012

Su per favore non prendiamoci in giro, in quelle celebrazioni non c'è nulla dell'Eucaristia, sono solo autocelebrazioni che disdegnano la comunità. E' vero che anche nella celebrazione feriale le
persone son poche ma almeno partecipano ad un'unica mensa e condividono insieme il pane della Parola e quello dell'Eucaristia. Che ecclesiologia è mai questa che si vede nel rito antico?

sac. Ettore Capra 22/08/2012

Caro don Bruno,
Che ecclesiologia? l'ecclesiologia cattolica di tutti i tempi, compresa quella che sostiene lenorme del Codice di Diritto canonico attuale il quale al can. 902 ribadisce il diritto di ciascun
sacerdote di celebrare individualmente la santa Messa, anche in contemporanea; si limita soltanto nel caso che in chiesa si stia svolgendo in qualche altro altare una Concelebrazione. Tuttavia
anche questa limitazione non è assoluta, e basta entrare in San Pietro ogni mattina per rendersi conto che ci possono essere deroghe di buon senso.
Nulla di eretico c'è in una chiesa in cui in più altari si innalza contemporaneamente la Vittima pura, l'Ostia Santa, l'Offerta immacolata, vi è piuttosto sovrabondanza di grazia che discende sulla
terra(se crediamo che questo sia uno dei frutti della Messa, diogni Messa) e si espande sugli uomini al di là dei confini dei due otre devoti che sono in chiesa, scende e sostiene l'operaio che
suda il pane da portare ai suoi figli, scende e benedice la madre che con dolore partorisce, scende e conforta il morente che combatte l'ultima battaglia con l'inferno che vorrebbe tirarlo nella
disperazione e la Messa, quella Messa, che noi buontemponi stiamo criticando, mentre forse un'anima devota l'ha chiesta al Sacerdote che sta celebrando, da la forza per vincere l'ultima tentazione
e giungere alla Patria Beata, nella Luturgia celeste.
Che ecclesiologia? quella che sa che La Messa produce ed è segno di unità della chiesa perchè è opera di Cristo,perchè si immola la stessa Vittima, perchè si celebra la stessa fede, perchè vi ci
partecipa la Curia Celeste, fosse anche solo il Sacerdote, ne giovano le anime del purgatorio e tutta laChiesa militante.
Che ecclesiologia? quella che crede nella Comunione dei Santi, quella di San Pier Damiani nell'intramontabile libro chiamato "Dominus Vobiscum" scritto per l'eremita Leone che si chiedeva se
dovesse , celebrando solo, dire qelle Sante Parole del rito. Sì Leone, non temere, quando celebri non sei MAI SOLO.

sac.Ettore Capra 22/08/2012

riguardando i commenti ho lettocon maggior attenzione quello del se dicente "CERIMONIERE" cerimoniere di dove?, di quale capitolo, nominato da chi? che insulta sprezzante chi è legato alla
celebrazione della Santa Messa nella forma straordinaria e si permette di offendere i due sacerdoti che, in pieno rispetto del Diritto Canonico vigente 1983-hai capito? '83, dopo il CONCILIO dei
Concili, il Maxiconcilio, il Superconcilio,-celebrano pacificamente, (senza imporre a te di farlo, ammesso che tu sia Sacerdote,nel qual caso tiinvito a trattare con maggior rispetto dei nostri
confratelli, che forse un giorno assolveranno i tuoi o i miei peccati, liberandoci dall'inferno) la Santa Messa non dandosi fastidio a vicenda, nella consapevolezza di compiere il medesimo mistero
e, te lo garantisco, consci di essere profondamente uniti in Cristo e di condividere lo stesso Sacerdozio Cattolico, per la Gloria di Dio, il bene della Chiesa e la conversione dei peccatori.
Quanto alla loro preparazione teologica, la foto non mi permette di sapere che voto hanno preso in sacramentaria, ma ho visto di persona, celebrare in quegli stessi altari, professori di pontificie
Università,Prelati ed Ufficiali della Curia Romana, Giudici ecclesiastici,Cerimonieri pontifici: degnissimi Sacerdoti zelanti molto più di me nell'apostolato e preparatissimi in dogmatica, Sacra
Scrittura, Filosofia ed in entrambe i diritti.
Umiltà, caro Cerimoniere, umiltà e rispetto delle persone e dei Sacerdoti, sono alla base di ogni discussione e soprattutto della pietà liturgica, che dovrebbe essere il cuore di questo blog.

M. Augé 22/08/2012

Lasciamo in disparte le ciocche polemiche sul Vaticano II come superconcilio… Non c’è dubbio però che la Costituzione liturgica offre un indirizzo chiaro quando, dopo aver esposto nel n. 26 il
principio teologico, afferma nel n. 27: “Ogni volta che i riti comportano, secondo la particolare natura di ciascuno, una celebrazione comunitaria caratterizzata dalla presenza e dalla
partecipazione attiva dei fedeli, si inculchi che questa è da preferirsi, per quanto possibile, alla celebrazione individuale e quasi privata. Ciò vale soprattutto per la celebrazione della Messa…”
Ciò che il Diritto permette non è sempre la miglior scelta.

sac. Ettore Capra 22/08/2012

Chiarissimo Professore,
sì, lasciamo in disparte la considerazione sul valore di rivoluzione copernicana dell'ultima Assise ecumenica, anche se, a ben vedere, per molti questo discorso è determinante; tutto da cambiare
ciò che si faceva prima o come lo si faceva prima,per alcuni, tutto da riportare a come si faceva prima per altri.
Il punto è se ADESSO e sempre con la forma ordinaria o straordinaria poco importa, si commetta un abuso, un peccato, un sacrilegio nel celebrare a due altari distinti nello stesso momento.
Secondo il Codice, e contra codicem non valgono neppure le rubriche dei libri liturgici(cfr il can. 2 -nisi earum aliqua Codicis canonibus sit contraria-libro I: Norme generali, che non solo i
canonisti dovrebbero aver letto),non solo non è proibito, ma bisogna difendere il diritto di ogni sacerdote a celebrare individualmente. Ora,dove esiste un diritto soggettivo attivo di un suddito,
il superiore ha l'obbligo di porre in essere le condizioni perchè questi lo eserciti liberamente; con ciò dico che sciocchezze sono presenti ben più negli interventi precedenti exempli gratia il
riferimento al Cardinal Vicario che non si vede in che abbia sbagliato a permettere(direttamente o indirettamente) le due celebrazioni in contemporanea.
Lei cita la Costituzione liturgica, ma chi applica più autorevolmente la costituzione se non il Codice, promulgato dalla Suprema Autorità della Chiesa?
Ma ritorniamo alla questione; siamo almeno sicuri che non si commette con questo comportamento un delittuoso sacrilegio.
Quanto alla possibilità di commettere un peccato Lei mi insegna che non e peccato scegliere tra due opere buone non la migliore, è sufficiente che quella scelta sia buona in sé, altrimenti ad
unfedele che stà recitando il rosariosul sagrato della chiesa bisognerebbe dire che pecca perchè non lo dice in ginocchio davanti all'altare del santissimo;ammesso e non concesso che fosse meglio
aspettare che una Messa finisca prima di cominciarne un'altra, non per questo si può obbligare a ciò chi deve celebrare e magari gli è più comodo farlo inquell'ora in cui già lo sto facendo io. Il
Signore non si offende(altrimenti dovrei avere lacertezza che innessun angolo della terra qualche altro sacerdote stia celebrando nello stessomomento), non è peccato.
è un abuso? per avere un abuso si deve andare contro una norma disciplinare, ed abbiamo visto che la norma, non c'è perchè il citato canone proibisce SOLO la celebrazione in contemporanea con una
concelebrazione e sipotrebbe discutere se proibisce l'inverso; cioè se un sacerdote stà celebrando ad un altare altri due o più sacerdoti possono uscire per concelebrare o devono limitarsi a
celebrare individualmente in altrettanti altari(caso serio,caso contemplato direbbe Manzoni, caso che si verifica ogni giorno nelle Basiliche Maggiori).
Se poi si dice che è questione dimera opportunità pastorale, bisogna dimostrare che ciò è nocivo alla pietà di chi si trovasse in chiesa, ma allora dovremmo essere tutti pagani, visto che per
secoli così si è fatto e cosa ci sia di scandaloso nel vedere che in chiesa dei sacerdoti celebrano la santa Messa, francamente non riesco a capirlo, scandaloso è in molte chiese vedere gli altari
dalla pietà dei nostri predecessori costruiti e dedicati al Signore in pieno abbandono, disadorni dei candelieri, orbati della Croce, senza le tovaglie, con la pietra sacra scoperta come se fosse
passato ieri Napoleone;altari su cui hanno celebrato generazioni di Sacerdoti, i cui stipiti potrebbero raccontare la vita di grazia che si è diffusa da essi e le lacrime dei santi che offrirono su
di essi il Divin Sacrificio, abbandonati per ingombranti tavole mal poste in mezzo alla chiesa, si perchè nemmeno il maggiore di essi, quello che più degli altri, secondo i liturgisti doveva
simboleggiare l'Unico Cristo ha avuto miglior sorte più derelitto perchè nemmeno la pietà di chi devoto del Santo dipinto sulla pala, ancora rivolgeuna preghiera o pone un fiore giace nel fondo del
presbiterio a testimonio di un'altra chiesa, che non si vuole ritorni mai più

M. Augé 22/08/2012

I nn. 26 e 27 della “Sacrosanctum Concilium” da me citati sono dottrina contro la quale il Diritto Canonico non ha nulla da dire. Il sacrosanto diritto di ogni sacerdote di celebrare
individualmente non viene in nessuno modo negato. Secondo me, il problema è un altro: si tratta di superare una mentalità dura a morire (la prova è che anche nelle Basiliche romane maggiori ogni
giorno si celebrano messe contemporaneamente nei diversi altari; in ogni modo le proporzioni monumentali di queste basiliche offrono degli spazi o cappelle in cui si può radunare una piccola
comunità). La cosa più importante della “Sacrosanctum Concilium” è la prima parte del primo capitolo, dove c’è una dottrina da accogliere e mettere in pratica. Se non si capisce questo, è quasi
inutile discutere.

don Francesco 23/08/2012

Ringrazio don Ettore Capra per le interessanti riflessioni e per la difesa di un diritto sacrosanto di ogni sacredote (celebrare individualmente) che va difeso de iure e de facto.

Troppe volte trovandomi fuori parrocchia e diocesi ho domandato di poter celebrare la messa in forma straordinaria (in modo privato, sebbene "privato" non mi piaccia in quanto ogni messa è sempre
un atto di culto pubblico) e ciò mi è stato brutalmente negato, costringendomi a non celebrare e vedendo con ciò conculcato un mio diritto fondamentale.

Ogni riflessione dommatica o liturgica può essere interessante e merita di essere considerata (non necessariamente accolta e condivisa!), ma il diritto è diritto e come tale va applicato. Punto e
basta.

sac.Ettore Capra 23/08/2012

Caro Professore,
francamente dispiace che tutta la disponibilità al dialogo,l'apertura all'altro e l'accoglienza del prossimo che non la pensa esattamente come noi si infranga così presto contro due numeretti di
una costituzione conciliare, che come ogni testo dottrinale vanno valutati nel loro contesto, messi in relazione con Tutta la Tradizione della Chiesa, e prima ancora letti per quello che dicono e
non per quello che vorremmo dicessero.

Fare oscillare il punto della discussione è uno stratagemma antico per cercare di ottenere ragione(descritto da Schopenhauer nella sua Dialettica eristica) chiamato "mutatio controversiae",che in
una discussione onesta alla ricerca della Verità non dovrebbe essere usato, mentre qui si trasla il problema dalla possibilità o opportunità di due Messe in contemporanea al preferire una
celebrazione comunitaria ad una privata, acquisizione pacifica, sempre che con ciò non si voglia sostenere, contro la fede della Chiesa, contro Trento, cotro la Sacrosantum
Concilium,l'illegittimità o l'inefficacia della Messa sine populo.Se si considera il "caso della foto" si vede invece bene che entrambe le celebrazioni godono di una seppur ridotta partecipazione
di fedeli, sempre che tutti in questa discussione considerino fedeli i fruitori del vecchio rito(anche don Bruno) e non solo dei nostalgici malati. La Messa all'altare Maggiore è devotamente
segguita da quattro persone(in banchi diversi, ma forse il caldo non suggerisce di mescolare i sudori) e quella all'altare laterale da altre tre, due delle quali,evidentemente per meglio
partecipare,addirittura ginocchioni alla balaustra, segno di sana pietà ed adorazione del Tremendo Mistero che si sta compiendo sull'altare: il "perpetuare nei secoli fino al suo ritorno il
sacrificio della croce"(cfr. SC 48)probabilmente si accosteranno alla Santa Comunione e torneranno a casa più buoni o meno cattivi di quando sono entrati in chiesa ignari di essere oggetto delle
nostre critiche, ma forse felici, se lo sapessero,di aver reso testimonianza della loro fede nell'Eucarestia, celebrata,in questo caso, nella forma a loro più congeniale(mai abrogata -cfr. Summorum
Pontificum)e utile per alimentare il loro amore al Sgnore e rendergli l'omaggio della loro adorazione.

sac.Ettore Capra 23/08/2012

Reverendo don Francesco,
purtroppo la Sua esperienza è amaramente condivisa da numerosi altri confratelli; io stesso ho constatato come il venerato Motu Proprio ad un lustro dalla promulgazione faccia così fatica ad essere
accettato. A me pochi giorni or sono è stato negato di celebrare sostenendo che i fedeli si sarebbero scandalizzati nel vedere un Sacerdote celebrare nel 2012 in Latino, un'atra volta subii la
predica di un sacerdote anziano che mi voleva convincere che il nuovo è meglio perchè lui nei tempi bui del preconcilio doveva celebrare digiuno,e perfino la lezione di un sotto sacrestano, che
aveva fatto gli studi classici(forse il "classico"Aviamento professionale), volta a dimostrare che il Signore, tornasse oggi, parlerebbe in inglese!??!!?! Cosa vuole, è il classico ragionamento
sovietico: "la rivoluzione è il bene a prescindere: chiunque non è per la rivoluzione o è cattivo e va punito o è pazzo e va isolato".
Con ecclesiastica osservanza

Presentazione

  • : Blog di Matias Augé
  • Blog  di Matias Augé
  • : Il mio blog intende far conoscere la liturgia della Chiesa per meglio celebrarla e viverla
  • Contatti

Liturgia e Chiesa

 

 LA LITURGIA INTRODUCE IN  UNA ESPERIENZA RELIGIOSA VISSUTA NELLA FEDE
E NELLA COMUNIONE ECCLESIALE

Decalogo per intervenire: 
1. Prima di scrivere un commento leggi con attenzione il post.

2. Il tuo commento non si sposti dall’argomento del post.

3. Scrivi con sincerità, completezza e chiarezza la tua opinione.

4. Non dilungarti in dismisura nei commenti.

5. Controbatti le opinioni degli altri con argomenti.

6. Non insultare, giudicare o umiliare chi non la pensa come te.

7. Non cercare di svelare il nickname degli altri.

8. Non adoperare parole volgari.

9. Non pretendere di avere l’ultima parola nel dibattito.

10. Chi non indica la email non ha diritto di prendere la parola.

Cerca

Promemoria

 

Statistiche contatore attivato in data 02-06-2011 alle ore 15

 

Inserzioni

Articoli Recenti

  • La liturgia ha sempre bisogno di essere evangelizzata
    La riforma avviata dal Concilio Vaticano II per una liturgia capace di parlare di più e meglio all'uomo di oggi, è chiamata a cinquant'anni dalla costituzione conciliare "Sacrosanctum Concilium" a fare i conti con una società ampiamente secolarizzata....
  • Congresso Liturgia ed Evangelizzazione
    La Chiesa evangelizza con la bellezza della liturgia L'Ufficio Liturgico Nazionale della CEI, in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana, organizza il Congresso: Liturgia ed Evangelizzazione, che si svolge a Roma presso la sede della stessa...
  • LA LITURGIA DEI “NONES”
    “In una domenica mattina londinese insolitamente calda, faccio una cosa che non facevo da trent’anni: mi alzo e vado in chiesa. Per un’ora e mezza canto, ascolto letture, mi godo momenti di tranquilla contemplazione e getto qualche moneta nel cestino...
  • BOSE Lo spazio dedicato alla penitenza
    Nel monastero di Bose, fondato da Enzo Bianchi, per la celebrazione della penitenza vengono utilizzati luoghi studiati con molta attenzione e curati con essenzialità. Lo spazio dedicato alla penitenza è dilatato e pieno di luce con arredo bello e fortemente...
  • DOMENICA I DI QUARESIMA ( B )
    Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà Gen 9,8-15; Sal 24 (25); 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15 I sentimenti che esprime il testo del salmo responsoriale sono quelli dei “poveri di JHWH”, e cioè di coloro la cui ultima fiducia e speranza è solo Dio....
  • Francesco con il clero romano. No a preti sposati, omelie "show" e tradizionalisti "squilibrati"
    Aggiungo la sintesi del discorso de Papa al clerto romano offerta da Zenit (19.02.2015), che contiene alcuni elementi non presenti nella sintesi di Vatican Insider già da me postata. L’intenzione del Pontefice non era infatti di tenere una lezione, ma...
  • Il Papa al clero di Roma
    Due ore dedicate a ars celebrandi e predicazione. «Accompagnare il popolo nello stupore dell’incontro con Dio». Molte domande spontanee: i sacerdoti sposati, gli squilibri psichici in seminario, i fedeli immigrati IACOPO SCARAMUZZI CITTÀ DEL VATICANO...
  • 19 febbraio, Papa incontra il clero romano sul tema dell’Ars celebrandi
    Sarà l’"Ars celebrandi", in particolare l’omelia nella celebrazione dell’Eucarestia, il tema del tradizionale incontro del Papa con il clero della diocesi di Roma, in programma giovedì 19 febbraio, alle ore 10, nell’Aula Paolo VI, in Vaticano. Il Pontefice...
  • MERCOLEDI DELLE CENERI – 18 Febbraio 2015
    Perdonaci, Signore, abbiamo peccato Gl 2,12-18; Sal 50 (51); 2Cor 5,20-6,2; Mt 6,1-6.16-18 La Quaresima che oggi iniziamo non propone nulla di straordinario rispetto alle esigenze fondamentali della vita cristiana. Esse vengono solo richiamate con insistenza...
  • Il futuro della liturgia.... Ottimisti o pessimisti?
    di Paolo Tomatis Dipende da dove si decide di posare lo sguardo. Di fronte ai ritardi nell’assimilare, agli abusi da correggere, alle critiche ingenue che si levano contro la riforma liturgica, c’è il rischio di lasciarsi prendere dallo sconforto, pensando:...

Bibliografia

Concili e Padri

    Decreti Concilii
   

La Chiesa ha sempre avuto il potere di stabilire e modificare nell’amministrazione dei sacramenti, fatta salva la loro sostanza, quegli elementi che ritenesse più utili per chi li riceve o per la venerazione degli stessi sacramenti, a seconda delle diversità delle circostanze, dei tempi e dei luoghi (Concilio di Trento, Ses. XXI, cap. II)

La liturgia consta di una parte immutabile, perché di istituzione divina, e di parti suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o anche devono variare, qualora in esse si fossero insinuati elementi meno rispondenti all’intima natura della stesa liturgia, o si fossero resi meno opportuni (Concilio Vaticano II, Costituzione Sacrosanctum Concilium, n. 21)

 

 

     
 

        Paolo VI

PAOLO VI NEL CONCISTORO DEL 24.05.1976:

 

“[…] Si osa affermare che il Concilio Vaticano II non è vincolante; che la fede sarebbe in pericolo altresì a motivo delle riforme e degli orientamenti post-conciliari, che si ha il dovere di disobbedire per conservare certe tradizioni. Quali tradizioni? È questo gruppo, e non il Papa, non il Collegio Episcopale, non il Concilio Ecumenico, a stabilire quali, fra le innumerevoli tradizioni debbono essere considerate come norma di fede! Come vedete, venerati Fratelli nostri, tale atteggiamento si erge a giudice di quella volontà divina, che ha posto Pietro e i Suoi Successori legittimi a Capo della Chiesa per confermare i fratelli nella fede, e per pascere il gregge universale, che lo ha stabilito garante e custode del deposito della Fede.

 

E ciò è tanto più grave, in particolare, quando si introduce la divisione, proprio la dove congregavit nos in unum Christi amor, nella Liturgia e nel Sacrificio Eucaristico, rifiutando l’ossequio alle norme definite in campo liturgico. È nel nome della Tradizione che noi domandiamo a tutti i nostri figli, a tutte le comunità cattoliche, di celebrare, in dignità e fervore la Liturgia rinnovata. L’adozione del nuovo “ Ordo Missae ” non è lasciata certo all’arbitrio dei sacerdoti o dei fedeli: e l’Istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto la celebrazione della Messa nell’antica forma, con l’autorizzazione dell’Ordinario, solo per sacerdoti anziani o infermi, che offrono il Divin Sacrificio sine populo. Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino [...]"

 

 

 

Benedetto XVI

“...Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell’Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e profondità della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote, mentre la gente pregava con propri libri di preghiera, i quali erano fatti secondo il cuore della gente, così che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole più emozionali, più vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due liturgie parallele: il sacerdote con i chierichetti, che celebrava la Messa secondo il Messale, ed i laici, che pregavano, nella Messa, con i loro libri di preghiera, insieme, sapendo sostanzialmente che cosa si realizzava sull’altare. Ma ora era stata riscoperta proprio la bellezza, la profondità, la ricchezza storica, umana, spirituale del Messale e la necessità che non solo un rappresentante del popolo, un piccolo chierichetto, dicesse “Et cum spiritu tuo” eccetera, ma che fosse realmente un dialogo tra sacerdote e popolo, che realmente la liturgia dell’altare e la liturgia del popolo fosse un’unica liturgia, una partecipazione attiva, che le ricchezze arrivassero al popolo; e così si è riscoperta, rinnovata la liturgia...” (Benedetto XVI, Discorso ai Sacerdoti romani 14 febbraio 2013)

 

 

 

 

 

 

 

Eventi e libri

    Liturgia-Bibbia.jpg

 

 

 

    Sodi-libri-1.jpg 

 

 

 

 

Sodi-libri-3.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 
 

Riviste

Rivista-Liturgica-3.2014.jpg